A seguire un articolo scritto dallo scrittore Vittorio Giacomelli


Lussuria e Temperanza
Il forte vento ci faceva procedere a fatica. Il paesaggio, angusto, inospitale e saturo di una putrida e sottile polvere , creava ad entrambi un forte senso di angoscia. Persisteva un forte ed invadente odore, a me non sconosciuto, mi ricordava l’ultima epidemia di peste, quando il fumo dei cadaveri , bruciati nelle fosse comuni, arrivato alle narici , mi procurava dei forti conati di vomito. Non è che mi fossi rivolto a Virgilio, esternavo solamente un mio pensiero ad alta voce, anche se credette mi rivolgessi direttamente a lui, ed infatti guardandomi fisso, con un cenno della mano mi invitò a continuare. Io lo accontentai , riprendendo il mio sincero pensiero. Poi mi fermai, e ruotando su me stesso , lo invitai ad osservare tutte quelle povere anime che stavano li , in quell’inferno a scontare i bei pensieri amorosi e quel desiderio reciproco causa della dannazione eterna. Siamo in compagnia di Dante e Virgilio, nel quinto cerchio dove dimorano i lussuriosi. Dante usa come pena il vento, fortissimo, quale strumento di punizione per i lussuriosi , li mette in balia del vento facendoli sbattere di qua e di la , proprio perché nella vita terrena si sono fatti trascinare dalle passioni carnali. La lussuria, un vero eccesso , un fortissimo irrefrenabile desiderio del piacere sessuale, uno sconfinamento fine a se stesso. Agostino di Ippona affermava che dal primo grande peccato, quello originale, dipende la debolezza della carne e della volontà, per cui chi è lussurioso si lascia trasportare dallo stimolo sensoriale. Ma sarà poi veramente questa la giusta interpretazione della lussuria, oppure è proprio essa con il suo dare e ricevere eros, ad allontanare quella possibile crescente nausea verso la vita che potrebbe portarci anche al rifiuto di esistere? Non  potrebbe essere la grande passione del conoscere dell’andare avanti del non fermarsi mai a indicarla come una forza pericolosa ed immorale. Perché dobbiamo vederla per forza come spoglia di qualsiasi valore aggiunto al di fuori della immediata fruibilità. Non potrebbe essere una sorta di liberazione da tabù oppressivi e repressivi, visione che ci ricorda un po’ quelle egizie e mesopotamiche.  Analizziamola con spirito libero, libero da condizionamenti religiosi , ecclesiastici, che la annovera come vizio, forse proprio il peggiore dei vizi, e  proviamo a vederla con un nuovo volto , con il volto oscuro di una virtù. E poi dov’è quel confine che delimita l’eccesso? E chi lo ha deciso? La lussuria è figlia di questo mondo , è il non limite all’immaginazione è un prendere senza pudore, la lussuria è coraggio. E’ il coraggio di saper vivere nel piacere del prendere, è il saper trasformare l’amore in vizio e farne virtù. Provate ad immaginare come potrebbe essere arida una vita all’insegna della temperanza, una vita dedicata alla pratica della moderazione, e anche della mortificazione della carne, come il digiuno o la castità. O forse vivere una vita nel pieno rispetto della temperanza , con la rinuncia, il sacrificio, moderando l’attrattiva dei piaceri e sfruttare l’utilizzo di questa virtù come cardine per avvicinarsi a Dio , ci parrà più lunga? Sicuramente una vita all’insegna della prudenza, del controllo di quel desiderio che nasce con noi e vive in noi , quel quotidiano combattere, ci darà la sensazione di vivere una vita molto più lunga di quanto in realtà sia. La lussuria no, lei è fuoco , è il fuoco che brucia il tempo. La lussuria non è superfluo , la lussuria è la vita che ci circonda  è l’eccesso. Ma se il grande peccato della lussuria è nello spingersi oltre, un oltre che è insito nell’indole umana, e lo vediamo quotidianamente in tutto ciò, in cui l’uomo si spinge, dalle conquiste spaziali, alla clonazione umana, alla ricerca attraverso la scienza di una quasi immortalità, perché  solo la lussuria è vista come eccesso e in quanto tale peccato. Abbiamo foreste lussureggianti, ma non possiamo certo lamentarci per un eccesso di vegetazione, ed è proprio grazie a quell’eccesso che abbiamo abbondanza di ossigeno. La globalizzazione, i nuovi strumenti di comunicazione ci fanno vivere in un mondo dove le enormi distanze non sono più così enormi e l’analisi dell’uso e costume in materia di lussuria ci appare nella sua totalità, materia comune a tutti. L’enorme invasione di siti pornografici, l’espandersi di chat in cui le persone possono incontrarsi liberamente e dare sfogo al loro forte desiderio di trasgredire in termini sessuali ci fa capire quanto sia in ogni uno di noi innato il senso di lussuria e che forte significato decisivo ha per la nostra tranquillità emotiva. D ‘altro canto anche le persone più in vista del globo non sono immuni da questo forte istinto. Le cronache ci parlano di politici, personaggi dello spettacolo , dello sport, additati per un comportamento sessuale discutibile, e quanto interesse editoriale riscuotono. Abbiamo le nostre strade invase di trans, prostitute, addirittura la chirurgia estetica interviene nell’enfatizzare alcune componenti sessuali, ma tutto questo non mi sembra che generi dell’anoressia sessuale. Non vi sembra che la temperanza infondo rappresenti il vivere all’insegna dell’incerto, è uno stile di vita terrena che ha lo scopo di garantire nella futura vita eterna pace e serenità, ma è pur sempre un’idea che si basa su credenze di fede , e non vi è nessuna certezza certa che poi questo si realizzi veramente. La lussuria, i lussuriosi, al contrario, vivono nella certezza del piacere terreno , unica condizione reale del loro esistere, e ne fanno virtù. Ogni  uno può trarre le proprie conclusioni da questo breve e sintetico stralcio , io credo di aver chiaramente esternato la mia opinione che stravolge la visione popolare di quello che per antonomasia è un vizio capitale. La vita terrena in quanto tale va vissuta con la consapevolezza che è l’unica cosa certa che possediamo, e la lussuria  è  lo strumento che ci ricorda tutto questo.

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